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James Clerk Maxwell (1831 - 1879) fu il fisico scozzese del XIX secolo che dimostrò che le forze elettriche e magnetiche sono due aspetti distinti ma collegati dell'elettromagnetismo. Dimostrò inoltre che i campi elettrici e magnetici si propagano nel vuoto, sotto forma di onde elettromagnetiche, alla velocità di circa 300.000 km/s. La luce è una particolare onda elettromagnetica.
Maxwell codificò lavori precedenti su elettricità e magnetismo di Michael Faraday, Andre Marie Ampere ed altri, in un gruppo di venti equazioni differenziali in uno spazio a quattro dimensioni, lo stesso quadro matematico che fu in seguito usato da Albert Einstein per la sua teoria della relatività ristretta. Si può affermare, da questo punto di vista, che la teoria di Maxwell dell'elettromagnetismo ha fornito gli elementi che permisero ad Einstein di porre una diversa realtà.
Le quattro equazioni di Maxwell sono il risultato, sotto certe ipotesi semplificative, di tutta la teoria e descrivono il comportamento dei campi elettromagnetici ed il loro legame con le cariche e le correnti elettriche. Le equazioni posero le basi per l'esistenza di un'onda elettromagnetica che si propaga con la stessa velocità della luce, suggerendo quindi che questa fosse proprio un'onda elettromagnetica.
La validità dei risultati fu in seguito dimostrata sperimentalmente da Heinrich Rudolf Hertz e fu fondamentale per l'invenzione della radio, da parte di Guglielmo Marconi.
Maxwell lavorò anche su alcuni problemi di Termodinamica, tra i quali è da ricordare un suo esperimento teorico sulla reversibilità di alcuni processi, culminato con il Diavoletto di Maxwell e l'importante Distribuzione di Maxwell-Boltzmann, sulla quale si basano importanti conclusioni nella Teoria cinetica dei gas.
Vedere anche: fisica
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