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La pulsar del Granchio. L'immagine combina dati ottici dall'Hubble (in rosso) e immagini a raggi X da Chandra (in blu)
Al centro della nebulosa si trova la pulsar del Granchio, una stella di neutroni (resto di supernova) con un diametro di circa 10 chilometri, scoperta nel 1969. La pulsar del Granchio compie una rotazione in 33 millisecondi, cioè compie 30 giri al secondo, e i fasci di radiazione emessi interagiscono con i gas della nebulosa producendo complesse figure di fluorescenza. La parte più dinamica dell'interno della nebulosa è il punto dove uno dei getti polari della pulsar incontra il materiale circostante, formando un'onda d'urto. La forma e la posizione di quest'onda d'urto cambiano rapidamente, con il vento equatoriale che appare come una serie di sbuffi che si illuminano e spariscono mentre si muovono allontanandosi dalla pulsar per dissolversi nella parte principale della nebulosa.
La Nebulosa del Granchio è spesso usata come calibrazione nell'astronomia a raggi X: è molto luminosa in questa banda, e il suo flusso è stabile (eccetto la pulsar vera e propria). La pulsar fornisce un forte segnale periodico che può essere usato per controllare le temporizzazioni dei sensori a raggi X. Nell'astronomia a raggi X, "Crab" (parola inglese che significa "Granchio") e "milliCrab" sono a volte usate come unità di flusso. Pochissime sorgenti a raggi X hanno una luminosità superiore ad 1 Crab.
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