Secondo un'antica definizione scolastica, la politica è l'Arte di governare le società. Il termine, di derivazione greca (da poleis, città), si applica tanto alla attività di coloro che si trovano a governare (per scelta popolare in democrazia, o per altre ragioni in altri sistemi), quanto al confronto ideale finalizzato all'accesso all'attività di governo.
In Grecia erano note tre forme di governo e le loro degenerazioni:
- Democrazia: il governo popolare che degenera nella demagogia.
- Aristocrazia: il potere di un gruppo ristretto che può portare alla Oligarchia se usato male.
- Monarchia: il potere di un singolo, il cui eccesso è la dittatura.
Nel Novecento l'arte della politica è diventata anche laboratorio pratico delle teorie. Si sono sviluppati, infatti, una moltitudine di sistemi diversi di gestire la cosa pubblica. Accanto alle decadenti monarchie di inizio secolo si svilupparono le prime democrazie borghesi, e contemporaneamente i primi esperimenti di applicazione pratica del socialismo, alcuni dei quali sfociati in sistemi oppressivi. Accanto a queste forme nella prima metà del secolo si svilupparono anche i totalitarismi di Destra, derivanti dalla crisi delle fragili democrazie.
Nel duemila si va via via trasformando includendo come soggetto la cosidetta società civile, fatta di movimenti di opinione che cercano di sottrarla all'astrazione in cui è stata sempre confinata, la politica si fa globale, e nella coscienza di molti si delinea come stato in costante divenire delle relazioni sociali ed economiche.
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