Regno di Sardegna

Il Regno di Sardegna fu il precursore del successivo Regno d’Italia. Ha inizio nel 1720, quando Vittorio Amedeo II di Savoia pose fine al Regno di Sicilia, acconsentendo nel 1713 all’annessione dell’isola all’Austria in cambio della Sardegna. Dato il controllo del regno da parte di Casa Savoia, contrariamente al suo nome, gran parte del Regno di Sardegna era in Savoiae Nizza, con l’aggiunta del Piemonte dal 1743; la capitale era Torino.

Dopo l’abdicazione di Vittorio Amedeo II di Savoia, nel 1730 il regno passò a Carlo Emanuele III di Savoia per poi passare a Vittorio Amedeo III di Savoia alla sua morte nel 1773. Vittorio Amedeo III fu battuto da Napoleone Bonaparte nel 1796 e con il Trattato di Cherasco perse i possedimenti in Piemonte ed a lui succedette il figlio Carlo Emanuele IV di Savoia.

Il 10 dicembre 1798 viene costituita a Torino la Repubblica Piemontese, riconosciuta dai francesi che avevano occupato la città. Il 20 giugno 1799 le truppe austro russe ri conquistano Torino, ponendo fine alla Repubblica Piemontese e restaurando Carlo Emanuele IV, ma il 20 giugno 1800 i francesi entrano di nuovo a Torino destituendo il re ed instaurando la Repubblica Subalpina. Questa repubblica conia per prima in Italia monete secondo il sistema decimale gia adottato per il franco francese, che sarà alla base dell’Unione Monetaria Latina. In particolare, viene coniata una moneta in oro da 20 franchi in ricordo della battaglia di Marengo: con il nome di merengo saranno poi indicate una serie di monete anche di altri stati con caratteristiche simili a quella piemontese. L'11 settembre 1802 il Piemonte viene annesso alla Francia ponendo fine alla Repubblica Subalpina. A seguito della restaurazione, con il trattato di Parigi il 30 maggio 1814 viene ripristinato il potere dei Savoia ed il 4 gennaio 1815 con il congresso di Vienna al regno vengono annessi Genova e la Liguria, assumendo la funzione di stato cuscinetto nei confronti della Francia.

Il nuovo re Vittorio Emanuele I di Savoia fu un monarca conservatore e fu costretto ad abdicare dai moti rivoluzionari liberali nel 1821, passando il regno nel 1821 a Carlo Felice di Savoia al quale succedette nel 1831 il moderato Carlo Alberto di Savoia. Sotto questo re, il regno conobbe una fase di sviluppo industriale e nel 1848 l’emanazione di una costituzione con concessioni alle istanze liberali. Nello stesso anno, venne dichiarata guerra all’Austria iniziando il periodo del risorgimento italiano. Dopo alcuni successi iniziali la guerra si svolse sfavorevolmente per i Savoia e Carlo Alberto fu costretto ad abdicare a favore di suo figlio Vittorio Emmanuele II di Savoia il 23 marzo 1849.

Nel 1850 venne nominato ministro Camillo Benso conte di Cavour, che ebbe un ruolo chiave nel prosieguo del risorgimento. Nel 1859 il regno si alleò alla Francia nella guerra di Crimea contro l’Austria. Nella Seconda Guerra d’Indipendenza, contrariamente a quanto promesso a Cavour, Napoleone III non mantenne le sue promesse ed annetté la Lombardia alla Francia. Comunque, l'8/11 luglio 1859, a seguito dei trattati di Villafranca e Zurigo, la Lombardia tranne Mantova venne ceduta al Piemonte dal Regno Lombardo-Veneto in cambio del passaggio della Savoia e di Nizza alla Francia.

Il 5 marzo 1860, Parma, la Toscana, Modena e la Romagna votarono un referendum per l’unione con il regno. Nello stesso anno, Giuseppe Garibaldi iniziò la sua spedizione per la conquista del Regno delle Due Sicilie marciando su Gaeta dove si era riparato Ferdinando II di Borbone. Raggiunto da nord da Vittorio Emanuele II, si completò l’unificazione dell’Italia e, con la proclamazione del Regno d’Italia il 17 marzo 1861, il Regno di Sardegna ebbe termine.



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