Repubbliche marinare

La ripresa economica che si ebbe in Europa attorno all’anno mille, abbinata con l’insicurezza delle vie di comunicazione interne, fece si che le principali rotte commerciali si svilupparono sulle coste del Mediterraneo. In questo contesto, la crescente indipendenza via via assunta da città italiane come Genova, Pisa, Amalfi e Venezia fece si che queste città assunsero un ruolo di primo piano nello scenario europeo, finendo per essere collegialmente indicate come Repubbliche marinare.

Per il controllo del commercio con l’Asia e l’Africa, le repubbliche marinare vennero in competizione con arabi e bizantini. Nel 1016 Genova e Pisa tra loro alleate sconfissero i saraceni conquistando la Corsica e la Sardegna, oltre ad acquisire il controllo del Tirreno.

Sempre sul Tirreno, Amalfi, forse la più antica delle repubbliche marinare, aveva sviluppato intensi scambi con Bisanzio e l’Egitto. Tra le estimonianze più importanti della grandezza di Amalfi vi furono le Tavole Amalfitane, un codice che raccoglieva le norme del diritto marittimo restato attuale per tutto il medioevo. Dopo la conquista da parte dei Normanni, Amalfi iniziò una rapida decadenza ed il suo ruolo venne progressivamente preso da Napoli.

Per quanto riguarda Venezia, la sua potenza nacque dallo sviluppo dei rapporti commerciali con l’Impero Bizantino, al quale era stata sottomessa dai tempi di Carlo Magno. Nonostante una crescente indipendenza, Venezia rimase alleata a Bisanzio nella lotta contro arabi e Normanni.



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