Storia d'Europa

Le origini

Mentre le prime tracce umane in Europa risalgono a 35.000 a.C., i primi insediamenti umani vengono datati attorno al 7.000 a.C. Le prime civiltà europea risalgono al 2.000 a.C., con quella di Micene nell’isola di Creta e quella degli Achei in Grecia. Più o meno nello stesso periodo i Celti si diffusero nella parte centrale della Penisola Iberica e dell’Anatolia.

Antica Grecia

Alla fine dell’età del bronzo dai regni precedentemente esistenti nacque la civiltà greca. La struttura era quella di un’insieme di ‘’città-stato’’ (tra le maggiori delle quali ricordiamo Atene e Sparta), estremamente differenti in termini di cultura ed organizzazione politica ed economica. L’espansione territoriale verso le colonie greche diffuse la cultura ellenica su tutto il Mediterraneo e l’Asia Minore.

Nel IV secolo a.C., la debolezza conseguente alle lotte interne tra le varie città-stato resero la penisola ellenica preda del re macedone Filippo II. Le campagne di suo figlio Alessandro il Grande diffuse la cultura ellenica a gran parte dell’Asia e dell’Africa settentrionale.

Roma

L’eredità greca venne capitalizzata dalla nascente civiltà romana, che la estese inizialmente nella penisola italiana e poi in Europa. Nella sua espansione, Roma trovò la maggiore resistenza da parte della colonia fenicia di Cartagine, sconfitta alla fine del III secolo a.C..

Il governo di Roma fu inizialmente a carico di una serie di re, per poi passare ad un governo repubblicano ed infine all’impero con Augusto nel I secolo a.C.. L’impero ebbe la sua massima estensione nel II secolo d.C. con Traiano, estendendosi a tutte le coste del Mediterraneo a sud e a tutta l’Europa fino ai fiumi Reno e Danubio a nord.

La civiltà di Roma portò ad un elevato sviluppo economico e sociale fino al III secolo d.C., quando una serie di guerre civili segnò l’inizio di un lento declino. nel IV secolo gli imperatori Diocleziano e Costantino divisero l’Impero Romano d’Occidente dall’Impero Romano d’Oriente, per semplificarne il governo.

Medioevo

A partire dal V secolo, l’Impero Romano d’Occidente fu soggetto ad una serie di invasioni barbariche che ne segnarono il progressivo disfacimento ed allontanamento dall’Impero Bizantino che sopravvisse per un altro millennio.

Il VII secolo conobbe l’espansione degli Arabi nelle coste del Mediterraneo, dalla Turchia, alle coste dell’Africa settentrionale, la Sicilia e la Spagna.

Nel frattempo, l’Europa dell’ex Impero Romano d’Occidente continua la sua involuzione fino a suddividersi in piccole realtà locali con un’economia basata sull’agricoltura (feudalesimo). L’unica autorità in grado di avere un’organizzazione centralizzata era la Chiesa, che inizia ad avere progressivamente anche un’influenza temporale e un ruolo di continuità con la cultura latina.

Una prima riunificazione si ha con il Sacro romano impero, che appare attorno all’800 quando Carlo Magno, re dei Franchi, riunisce sotto al suo regno (oltre alla Francia ) la parte occidentale della Germania e la parte settentrionale dell’[Italia]]: nella parte centrale dell’Italia prende corpo lo Stato della Chiesa.

Nel tardo Medio Evo si iniziano ad avere dei segnali di rinascita culturale e commerciale dell’Europa occidentale, con l’affermarsi di importanti città stato (come Venezia e Firenze nell’XI secolo. Contemporaneamente si iniziano a formare i primi stati nazionali (quali Francia, Inghilterra e Spagna).

D’altra parte, il Sacro Romano Impero continua la sua frammentazione in una serie di feudi italiani e tedeschi, sempre meno legati al potere dell’imperatore. A deprimere ulteriormente le condizioni di vita in Europa furono ripetute epidemie di peste, la peggiore delle quali a metà del 1300 causò la morte di circa un terzo della popolazione.

La fine del Medio Evo viene fatta coincidere con la caduta di Costantinopoli e dell’Impero Bizantino nel 1453 per mano dei Turchi; questi resero la città, rinominata Istanbul , capitale dell’Impero Ottomano, durato fino al 1919, che comprendeva anche l’Egitto, la Siria e gran parte dei Balcani.

Rinascimento e Riforma Protestante

Gli stati che si sono formati alla fine del XV secolo continuano ad accrescere il proprio potere, mentre la Chiesa, a causa della corruzione e dei conflitti interni, continua a perdere progressivamente potere. In particolare, dopo la Riforma protestante di Martin Lutero del 1517, l’Europa fu attraversata da una serie di lotte nelle quali motivazioni religiose giustificavano mire politiche.

Contemporaneamente, le nazioni europee (con Spagna e Portogallo, seguite da Francia, Inghilterra ed Olanda) iniziavano un’espansione coloniale, sia verso i territori dell’Asia e dell’Africa, sia verso le terre del Nord e Sud America a seguito della loro scoperta da parte di Cristoforo Colombo nel 1492.

L’Europa dell’Est è teatro di forti scontri tra Svezia, Polonia e Russia, con quest’ultima che ha il sopravvento, annettendo la Finlandia e la parte orientale della Polonia.

Rivoluzione Francese e Napoleone

Il rifiuto di Luigi XVI di condividere il proprio potere con il terzo stato portò nel 1789 alla Rivoluzione francese, con la fine delle monarchia francese e l’instaurazione della repubblica.

L’affermazione di principi di governo democratico e la reazione delle potenze europee portò alla presa del potere da parte del generale Napoleone Bonaparte, che iniziò una serie di campagne militari che lo portarono alla vittoria sull’Austria (con l’imperatore che perde il titolo di capo del Sacro Romano Impero), Russia, Prussia e Inghilterra. L’impero napoleonico termina nel 1815 con la sconfitta di Waterloo.

La restaurazione delle forme di potere antecedenti alla rivoluzione francese non soffocò le aspirazioni liberali delle popolazioni europee. A questo si aggiunsero sia le trasformazioni sociali legate alla Rivoluzione industriale, sia la rinascita di spinte nazionalistiche che mal tolleravano forme di governo sempre più lontane dalle esigenze popolari. Come conseguenza, il periodo tra il 1815 ed il 1971 fu segnato da una serie di moti rivoluzionari e guerre d’indipendenza che ebbero, tra i maggiori risultati, la nascita di stati nazionali in Italia e Germania.

Il Novecento

Dopo il periodo relativamente pacifico della belle epoque, le tensioni tra le potenze europee portarono nel 1914 alla Prima Guerra Mondiale. Da un lato si schierarono la Germania, l’Impero Austro Ungarico e la Turchia, mentre dall’altra la Francia, il Regno Unito, la Russia e la Serbia, ai quali si aggiunsero nel 1915 l’Italia e nel 1917 gli Stati Uniti; nonostante il ritiro della Russia a causa delle Rivoluzione russa, quest’ultimi prevalsero nell’autunno del 1918.

Il Trattato di Versailles del 1919 impose severe condizioni alla Germania e, con il disfacimento degli imperi tedeschi, austo-ungarici e russi, vennero creati nuovi stati come la Polonia, Cecoslovacchia e la Iugoslavia. Gli anni seguenti furono contraddistinti da gravi problemi economici, che sfociarono alla grande depressione del 1929-33. Le tensioni che derivarono da questa difficile situazione, portò alla nascita di movimenti nazionalisti come il nazismo ed il fascismo in Italia (1922), Germania (1933), Spagna (dopo la guerra civile terminata nel 1939) ed altri paesi, come l’Ungheria.

Dopo la definizione del Patto d’acciaio con l’Italia e la firma di un patto di non aggressione con l’Unione Sovietica, la Germania diede inizio nel settembre 1939 alla Seconda guerra mondiale con l’invasione della Polonia. della Francia e dei Balcani. Dopo questi iniziali successi, la Germania nel 1941 attaccò la Russia, invasione che venne fermata vicino Mosca nel dicembre del 1941. Nel frattempo il Giappone, alleatosi a Germania ed Italia nel settembre 1940, attaccava gli Stati Uniti il 7 dicembre 1941. Le vittorie alleate in Nord Africa furono seguite dall’invasione dell’Italia nel 1943 e della Germania nel 1945 portando alla fine della guerra nell’agosto dello stesso anno.

La fine della guerra portò alla separazione delle nazioni europee in due blocchi, distinguendo tra quelle filo occidentali facenti parte della NATO e quelle di influenza sovietica del Patto di Varsavia. La contrapposizione dei due blocchi portò a quella che venne definita Guerra fredda, terminata nel 1991 con il disfacimento dell’Unione Sovietica. Contemporaneamente, un processo d’integrazione economica e politica portò allo sviluppo del Mercato Europeo Comune prima e dell’Unione Europea successivamente.


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