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| Comune: | Trieste |
| Provincia: | TS |
| Regione : | Friuli-Venezia Giulia |
| Stato: | Italia |
| Abitanti: | 210.000/td> |
| Coord | 45°39' Nord; 13°47' Est |
| Altitudine: | 0 m.s.l.m. |
| Superficie: | 84 km² |
| Frazioni: | |
| Comuni limitrofi: |
Muggia, Sgonico, San Dorligo della Valle, Duino-Aurisina |
| CAP | 34100 |
| pref.tel | 040 |
| cod.ISTAT | 032006 |
| cod.fisc | L424 |
Link esterni:
| Table of contents |
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2 Storia 3 Cultura |
Economia
Ha un grande porto con molti ormeggi per grandi navi ed è anche un importante centro industriale. I prodotti principali sono la meccanica industriale e navale, la metallurgia e il processamento del cibo (nonchè molti prodotti tipici come nel resto d'Italia). Da trieste inoltre partono alcuni importanti oleodotti che riforniscono l'intera europa centrale. Storia
In tempi antichi (secondo secolo A.C.) venne fondata come colonia romana con il nome di Tergeste. Essa prosperò sotto i romani e venne conquistata dai longobardi prima e da Carlomagno poi (nell' ottavo secolo D.C.). Nel dodicesimo secolo diviene un comune libero, dopo un paio di secoli di battaglie con la sua rivale venezia, trieste si pose sotto il controllo (1382) del duca d'Austria conservando però una certa autonomia fino al diciottesimo secolo. Nel 1719 divenne porto franco ed in quanto unico porto di grandi dimensioni dell'impero austriaco, Trieste fiorì e nel 1867 divenne capitale della regione del litorale adriatico austriaco "Küstenland". Nonostante il suo stato privilegiato di unica città di mare dell'impero Austro-ungarico, Trieste mentenne sempre in primo piano nei secoli i legami culturali e linguistici con l'Italia, infatti, anche se la lingua ufficiale della burocrazia era il tedesco, l'italiano (o il dialetto italiaco venetofono) rimase sempre la lingua più parlata dagli abitanti. Trieste fu il centro dell' irredentismo movimento che puntava alla annessione all'italia di tutte quelle terre abitate da secoli da popolazioni di cultura italiana (o italica) ma che ancora non facevano parte dell'Italia d'allora (terre "irredente" appunto). Nel 1919 dopo la prima guerra mondiale, Trieste e la sua provincia vennero annesse all'Italia con grande gioia e festeggiamenti della popolazione. Dopo la seconda guerra mondiale e la conseguente sconfitta dell'Italia, la Jugoslavia del maresciallo Tito forte della sua vittoria, del sostegno dell'unione sovietica e d'una certa connivenza di alcuni ambienti politici Italiani, rivendicò la Dalmazia, l'Istria e gran parte della Venezia-Giulia. Tito puntava ad annettere tutte le terre in cui ci fosse anche la minima traccia di minoranza linguistica slava (slovena in particolare) e secondo alcune sue dichiarazioni queste zone avrebbero dovuto comprendere tutta la bassa friulana e sarebbero arrivate fino al fiume Tagliamento al confine con la regione Veneto.Soprattutto nella provincia di Trieste questo creò molti conflitti interni anche nella stessa sinista. La conseguente occupazione di Trieste da parte delle truppe titine aprì un periodo duro che ha segnato violentemente la storia di queste terre. In quei giorni infatti, oltre all'esodo di 300.000 italiani che dovettero abbandonare tutti i loro beni scappando da Istria e Dalmazia, vide il suo massimo picco la tragedia delle Foibe, un atto di pulizia etnica voluto da Tito per sbarazzarsi di oppositori politici e dominare la popolazione infondendo terrore. Le foibe titine non vanno assolutamente confuse con "le prime" foibe, cioè l'evento che porto' le minoranze slave (slovene e coroate in particolare) ad insorgere contro gli Italiani ed in particolare contro agli ex appartenenti all'ormai sconfitto regime fascista in una sorta di "restituzione" dei torti subiti durante i decenni precedenti. Le prime foibe, da alcuni ritenute "comprensibili" diedero uno sfogo all'ira delle minoranze con un numero limitato (alcune centinaia) di vittime, le foibe titine invece, prive di qualunque "giustificazione" morale o sociale, videro la messa in atto di una vera e propria pulizia etnica e politica: oltre ad italiani innocenti ed ex fascisti morirono anche alcuni partigiani contrari alla jugoslavia per un totale delle vittime attualmente stimato attorno alle 20.000 unità comprendenti donne e bambini.
Quasi contemporaneamente gli alleati sbarcarono anchessi a Trieste e tentarono di porre fine alle stragi.
Nel 1947 sotto l'egida dell'ONU venne creato il "Territorio libero di Trieste" una sorta di stato a se che era diviso in due zone d'influenza: la Zona A occupata dagli alleati e la Zona B occupata dagli jugoslavi. Questa situazione continuò addirittura fino al 1954 quando il problema venne "risolto" semplicemente spartendo il territorio libero di Trieste secondo le due zone già assegnate, anzi, la Jugoslavia riuscì a strappare ancora qualche pezzo arrivando fino ai monti che sovrastano la periferia della città. Per molti triestini questo avvenimento rappresenta la "svendita" delle regioni orientali d'Italia e della città che si vide amputare tutto il suo entroterra. E' assai diffusa tra i Triestini e gli tra gli Italiani rimasti oltre confine che l'Italia abbia preferito risarcire i danni di guerra in questo modo veloce e sbrigativo piuttosto che spendere ingenti somme di denaro negli anni sucessivi.